La mia vera, sebbene allora inconsapevole, avventura con la Val Grande prese forma in un pomeriggio freddo e limpido del 2019. Non avevo ancora in mente un progetto specifico su questo parco, ma fu proprio qui, sul Monte Faiè, che tutto ebbe inizio, precisamente il 12 dicembre. Quella sera, l'obiettivo era duplice. Innanzitutto, volevo testare in condizioni reali la mia nuova e complessa configurazione fotografica: la fotocamera montata su un carrello motorizzato, uno strumento indispensabile per perfezionare la tecnica del time-lapse con movimenti fluidi e cinematografici. In secondo luogo, volevo mettere alla prova la mia forma fisica. Avevo appena intrapreso un percorso di salute e avevo perso ben 18 kg. Portare 12 kg di attrezzatura sulla schiena, su un sentiero ripido e innevato, era un test altrettanto importante del risultato fotografico. Partii nel tardo pomeriggio da Ompio, sperando in un tramonto decente. Sapevo che avrei dovuto affrontare la salita con determinazione, e così fu. La neve fresca, sebbene non abbondante come in altre occasioni, rendeva il terreno scivoloso e la progressione faticosa, unita al peso dello zaino che sembrava moltiplicarsi a ogni passo. Nonostante le sfide, la salita fu sorprendente. Raggiunsi la cima in circa un'ora, un tempo che superò le mie aspettative e che confermò il successo del mio percorso di recupero fisico. Il primo test era superato con brio: ero tornato in piena forma. In cima, il panorama sui grandi laghi si aprì maestoso, e le condizioni meteo furono clementi. Sistemai rapidamente il carrello motorizzato, impostai il movimento e avviai la sequenza per immortalare le luci del tramonto che dipingevano i laghi e le creste sottostanti. Il risultato fotografico fu eccellente, confermando che l'attrezzatura e la tecnica erano pronte per sfide maggiori. Fu proprio in quel preciso momento, in piedi sulla vetta del Monte Fale, con il vento freddo sulla faccia e l'obiettivo che catturava la magia del tramonto, che l'ispirazione prese il volo. Quella sera non
mi diede solo un bellissimo timelapse, ma mi diede la conferma delle mie capacità e della bellezza insuperabile delle Alpi. Da quel test sul Monte Fale, tutto il resto è noto: nacque l'ambiziosa idea Devero, seguita dal progetto sulla Valle Strona e, in modo quasi inevitabile, dall'idea di un lavoro completo sulla Val Grande. Quella
sera del 12 dicembre 2020 fu la scintilla che accese una serie di
progetti che avrebbero ridefinito la mia intera esperienza fotografica in montagna.

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