L'Azzardo del Sangiatto: Cronaca di un Tramonto Perfetto

Lo ricordo come fosse ieri. C’è una tensione particolare che accompagna i giorni che precedono un’uscita fotografica importante: una sorta di rituale ossessivo fatto di schemi meteo, webcam consultate ogni ora e quel continuo rimbalzare tra un sito e l’altro alla ricerca di una conferma che, in montagna, non è mai definitiva. Il mio obiettivo era chiaro, quasi un’ossessione: catturare il tramonto definitivo all’Alpe Sangiatto, immersa nel candore integrale della neve fresca.

La Scommessa contro il Cielo

Le previsioni parlavano di una finestra di sereno, ma la realtà che avevo davanti agli occhi raccontava una storia diversa. Partimmo nel pomeriggio sotto un cielo plumbeo, una coltre grigia che non lasciava presagire nulla di buono. Anche una volta arrivati all’Alpe Devero, l’incognita rimaneva lì, "grossa come una casa".

Molti avrebbero rinunciato, scoraggiati da quell'uniformità monotona delle nubi. Eppure, la voglia di tentare, quel "sentore" che solo chi vive la montagna conosce, era troppo forte. Così, abbiamo iniziato a salire.

La Fatica e il Silenzio

Chiunque abbia camminato nella neve alta sa che non è solo una questione di pendenza. È una lotta contro la gravità e la consistenza: ogni passo è un affondo, ogni metro guadagnato richiede il doppio delle energie. Un’ora e mezza di respiro corto, sudore e silenzio, rotto solo dal suono sordo dei passi che rompevano la crosta nevosa.

Poi, finalmente, l'arrivo all'Alpe. E lì, accade il miracolo.

L'Istante di Gloria

Proprio mentre raggiungevamo le baite, il sipario di nuvole ha iniziato a lacerarsi. Quello che prima era un dubbio atroce si è trasformato in una visione. Non c'è stato tempo per riposare: con le mani ancora fredde ho piazzato il cavalletto, regolato l'attrezzatura e inquadrato l'infinito.

Il cielo non si è limitato ad aprirsi; è esploso. Una sequenza di colori che passavano dall'oro al porpora, riflettendosi sul bianco immacolato del Sangiatto. In quel momento, ogni passo faticoso e ogni minuto di incertezza hanno trovato il loro senso. È nato così quello che, senza ombra di dubbio, resta il tramonto più incredibile che io abbia mai testimoniato all'Alpe Devero.


"La fotografia è un esercizio di pazienza interrotto da pochi minuti di meraviglia."

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