La storia di Agaro è una delle più malinconiche e affascinanti dell'Arco Alpino. Non è solo la cronaca di un paese abbandonato, ma quella di una comunità letteralmente sommersa dal progresso industriale del XX secolo.
Ecco le tappe fondamentali di questa "Atlantide ossolana":
1. Le Origini: Un’isola Walser tra le montagne
Situato in una conca d'alta quota (circa 1500 metri) in Valle Antigorio (Piemonte), Agaro fu fondato nel XIII secolo da coloni Walser provenienti dal Canton Vallese.
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Isolamento: Per secoli, il villaggio è stato uno dei più isolati delle Alpi. Era raggiungibile solo attraverso ripidi sentieri e passi d’alta quota.
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Autosufficienza: La comunità viveva di pastorizia e agricoltura eroica, mantenendo lingua (il Titsch), tradizioni e architetture tipiche in legno e pietra.
2. Il Sacrificio per l'Energia (1938)
All’inizio del '900, la crescente domanda di energia elettrica per le industrie della pianura portò i progettisti a puntare gli occhi sulla conca di Agaro. La sua forma naturale la rendeva perfetta per un bacino idroelettrico.
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La fine del villaggio: Nonostante la resistenza iniziale degli abitanti, la costruzione della diga iniziò negli anni '30.
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L'esodo: Le famiglie furono costrette ad abbandonare le proprie case secolari, i pascoli e il cimitero dove riposavano i loro antenati. Ricevettero indennizzi che molti considerarono insufficienti per la perdita di un intero stile di vita.
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L'ultimo atto: Nel 1938, le paratoie vennero chiuse. L'acqua del torrente Agaro iniziò a salire, sommergendo per sempre la chiesa, le case e i fienili.
3. Il Villaggio Oggi: Tra realtà e leggenda
Oggi Agaro è un lago artificiale dalle acque turchesi, ma la sua storia continua a vivere in due modi:
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Il tunnel: Per raggiungere la diga, si attraversa oggi una suggestiva (e fredda) galleria di servizio non illuminata di circa 1,5 km, che accentua la sensazione di entrare in un mondo perduto.
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Il "fantasma" sotto l'acqua: A differenza di altri laghi (come Resia con il suo campanile), qui non emerge nulla. Tuttavia, nei periodi di forte siccità, in primavera quando il livello dell'acqua è basso o durante lo svuotamento per manutenzione, le fondamenta delle case e i resti dei muretti a secco riaffiorano dal fango, offrendo uno spettacolo spettrale e commovente.
Curiosità: La leggenda del "Vero" Agaro
Si dice che prima dell'allagamento, il villaggio fosse un luogo quasi magico, protetto dalle montagne, dove il tempo si era fermato. Per due volte fu distrutto dalla valanga ma la tenacia di questa colonia Walser lo ricostruì.
Nota: Se decidi di visitarlo, ricorda che la galleria d'accesso è percorribile a piedi, ma è fondamentale avere una torcia e abbigliamento pesante, poiché anche in estate la temperatura interna è molto bassa. Il periodo consigliato è la tarda primavera, sono consigliati gli stivali, in quanto nella melma fangosa presente si sprofonda.




