Tra Rocce Serpentine e Riflessi d'Estate
La Val Deserta è un luogo di passaggio, una terra di mezzo che si attraversa quasi per dovere quando si compie l'anello dei Piani della Rossa. Raramente si sale dall'Alpe Devero con l'unica intenzione di fermarsi lì, eppure questa convalle possiede un fascino magnetico. Se l'autunno la incendia di colori, l'estate la spoglia, rivelando la sua ossatura selvaggia. Incuriosito da questa veste estiva, ho deciso di caricarmi lo zaino in spalla: l'obiettivo era capire se i suoi silenzi potessero diventare sequenze in time-lapse per il mio progetto cinematografico.

L'Ascesa: Oltre lo Specchio del Codelago
Il viaggio inizia alle sette del mattino. Il parcheggio del Devero è ancora immerso in una quiete fresca mentre risalgo il sentiero nel bosco verso Crampiolo. Non c'è fretta oggi, solo il peso familiare del "fardello" tecnologico sulle spalle. Raggiunta la diga del Codelago, il sole è già alto e l'aria inizia a scaldarsi.

Costeggio il lago sulla sinistra finché, oltrepassato un ponticello di legno, i cartelli indicano la via. La salita è dolce, quasi meditativa. A metà percorso, il fragore dell'acqua rompe il silenzio: una cascata del rio attira la mia attenzione. Non posso fare a meno di fermarmi: cavalletto, centralina e via, la prima sequenza è nel sacco.

L'Alpeggio e il Mito delle Vipere
In meno di un’ora raggiungo l’alpeggio di Val Deserta. È un luogo cristallizzato nel tempo, dove un’unica baita, ancora sorprendentemente ben conservata, presidia pascoli abbandonati da decenni. Le leggende locali parlano di una zona infestata dalle vipere, ma oggi la valle sembra volermi smentire: il calore della giornata tersa non ne attira alcuna alla mia vista.

Dopo aver documentato l'alpeggio con una sequenza dedicata alla solitudine di queste pietre, risalgo il torrente. Mi fermo davanti a una pozza d'acqua cristallina; il riflesso del cielo è perfetto, un’altra clip preziosa per il montaggio finale.

Il Geotropismo del Colore e l'Imprevisto
Mi spingo oltre, verso la pietraia che conduce al Passo di Crampiolo, un terreno infame, noto per essere un vero "spacca-ginocchia". Qui la geologia si fa arte: le rocce serpentine dominano la scena, tingendo il paesaggio di verdi profondi e rossi ferrosi.

Proprio mentre cerco l'inquadratura perfetta tra quei massi colorati, l'imprevisto: un piede scivola su un filo d'erba traditore. Il peso dello zaino con il carrello motorizzato non perdona. Cado, battendo violentemente il fondoschiena. Il rumore di plastica frantumata è un colpo al cuore: la scatola della centralina è distrutta.
Nota tecnica: Nonostante l'urto e il danno estetico, il cuore del carrello motorizzato continua a girare. 

Realizzo un'ultima sequenza tra le serpentine (che poi scarterò in post-produzione, ma fa parte del gioco), prima di prendere la via del ritorno.

Verso il Film Finale
Nonostante l'incidente tecnico, il bilancio della giornata è positivo. La Val Deserta ha confermato di avere un'anima che merita di essere raccontata. Ci tornerò con i colori dell'autunno, per chiudere il cerchio e aggiungere quegli spezzoni mancanti al mio filmato finale.

La montagna è così: ti toglie qualcosa (una centralina, in questo caso) ma ti restituisce sempre una prospettiva nuova.

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